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E
trascorso circa un anno dalla campagna di autodenuncia
collettiva signor giudice ho piantato un seme.
Un gruppo di persone ha voluto evidenziare con questo
gesto le contraddizioni esistenti sul piano normativo
e lassurdità del permanere nel nostro
ordinamento di una ipotesi di reato come quella
prevista dallart.73 del testo unico sulla
disciplina delle sostanze stupefacenti. Infatti
lart.73 punisce la coltivazione di sostanze
stupefacenti, senza fare alcuna distinzione tra
le sostanze stesse e soprattutto senza distinguere
tra lipotesi di chi coltiva per fare uso personale
della sostanza e quella di chi coltiva a fine di
spaccio
(segue)
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N°
di accessi:
dal
21/03/2001
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Sabato
4 maggio 2002
P.zza
Esedra - Roma ore 16.30
il
movimento antiproibizionista internazionale manifesta
in oltre 150 città del mondo per chiedere
la fine dellintolleranza e delle persecuzioni
che senza alcuna giustificazione scientifica ed
etica pongono nellillegalità milioni
di consumatori di cannabis.
La Million marijuana march è
uniniziativa che si sviluppa ormai da alcuni
anni in molte città del mondo il primo
sabato di maggio per chiedere la liberalizzazione
della pianta e il riconoscimento del diritto alluso
ludico e terapeutico.
Nel corso della precedente giornata mondiale,
la campagna italiana di disobbedienza civile e
autodenuncia di massa signor giudice ho
piantato un seme, ha raccolto e consegnato
ai carabinieri di Roma circa 1100 autodenunce
e svariate piantine autocoltivate, (che non essendo
mature non contenevano il famoso principio attivo
illegale).
>segue.....
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La
coltivazione della cannabis è un diritto
naturale come per il basilico o l'uva.
Un diritto che ogni essere umano acquisisce al
momento della nascita, poiché il patrimonio
botanico del pianeta appartiene al genere umano.
Non è quindi possibile accettare che una
parte di esso sia vietato o privatizzato. L'estrema
generosità e duttilità di questa
vera e propria "pianta della cuccagna"
sono il motivo reale della persecuzione che interessi
criminali le hanno scatenato contro. In uno stato
di diritto non può esistere una legge che
mette fuorilegge una parte così ampia della
popolazione.
Quando ciò avviene, non è la popolazione
a essere fuorilegge, ma la legge fuori dal tempo.
Quanto può essere eticamente
corretto, rispettare, applicare e obbedire a una
legge che serve a garantire gli affari della mafia,
delle farmaceutiche e dei petrolieri?
Seminiamo disobbedienza,
liberiamola per liberarci.
Presentazione della campagna
"signor giudice
ho piantato un seme"
Aprile
2001
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7
- 8 Aprile 2001
Festa nazionale della semina
Milano
Reggio Emilia
Torino
Roma
Napoli
all'interno
tutto il calendario degli appuntamenti
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Lerba
voglio
Guido
Blumir |
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Forse la Svizzera sarà il primo paese a
legalizzare il consumo di canapa. Il suo governo
pochi giorni fa ha trasmesso al parlamento le
sue proposte. Quello che stupisce è che
ormai da tempo nella realtà quotidiana,
la Svizzera aveva adottato una posizione di larga
tolleranza verso il consumo di marijuana. Il sintomo
più vistoso: lesistenza di decine
e decine di negozi che vendono pacchettini con
erba. Aromaterapia era stata la formula
che, inserendosi in una smagliatura della legge,
aveva dato il via. Con qualche eccezione, polizia
e magistratura avevano lasciato correre. Dunque
la Svizzera si trovava ad avere una situazione
ambigua giuridicamente, ma accettata come fenomeno
sociale. Perché allora cercare grane?
E cioè mettere mano a una normativa precisa
che stabilisce cosa si può fare e cosa
no? Evidentemente in base a considerazioni molto
serie, su cui sono stati messi al lavoro tanti
studiosi e recepite le loro indicazioni; per togliere
spazio alla criminalità, per chiarire i
limiti (per esempio la vendita ai minori), etc.;
considerazioni serie......
(segue) >
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| speriamo
che sia femmina |
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il canapaio interamente dedicato all'autoproduzione
con indispensabili consigli su come farla crescere
forte e sana.

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la
ricetta del mese |
burro
d'erba
per ogni 50 grammi di burro
5-10 grammi di marijuana
Fate fondere in un pentolino il burro;aggiungete
la quantità di maria necessaria pulita e
tritata finemente. Lasciate cuocere a fiamma bassa
finchè il burro non prende il colore verdastro
dell'erba, mescolando continuamente. Versate poi
il burro fuso in un recipiente attraverso un colino
sottile avendo cura di spremere le foglie rimaste
per trarne quanto più burro possibile. Le
foglie non vanno gettate perchè non hanno
perso tutti i loro "poteri" e contengono
ancora resina. Potete utilizzarle facendole bollire
in latte o vodka e addolcendo
poi con miele. Avrete una bevanda saporita e efficace.
Alla fine comunque lasciate raffreddare il burrp
in un vasetto e conservatelo a lungo, potete mettere
tra il burro e il coperchio del vasetto, un' pò
d'acqua che servira come scudo contro l'ossidazione. |
| la
corrispondenza
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il
vignettista Apicella da Londra ci manda
"addirittura una piantagione"!
Ci fa notare che persino la polizia inglese è
a totale favore della legalizzazione
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