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MMM CITIES 2005

il fumo uccide. la marijuana no.

8 MAGGIO 2010
ROMA
10a MILLION MARIJUANA MARCH 


Edizione precedente(2009)


SABATO 8 MAGGIO 2010 , DECIMA EDIZIONE ITALIANA M.M.M. 100% Reggae
DEDICATA A TUTTE LE VITTIME DEL PROIBIZIONISMO, MASSACRATE DI BOTTE IN GALERA O ANCORA PRIMA DI ARRIVARCI.
0RE 16, DA PIAZZA DEI PARTIGIANI A PIAZZA BOCCA DELLA VERITA' FINO ALLE 23.00.
( attenzione: non saranno ammesse bandiere e striscioni di partito, di nessun partito, nè saranno ammessi camion non preautorizzati con musica diversa dal REGGAE)



La million marijuana march è un'iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal sito statunitense http://www.cures-not-wars.org. Sbarcò nel nostro paese il 5 maggio 2001 con la campagna di autodenuncia di massa "Signor giudice ho piantato un seme" (info alla pag: http://www.ilmanifesto.it/piantailseme/campagna2001.htm) che raccolse circa 1100 autodenunce tra Palermo, Milano e Roma dove il 05-05-01 furono consegnate 645 autodenunce assieme ad alcune piantine di cannabis alla caserma dei carabinieri di piazza Venezia da una delegazione di nove persone al termine di una street antiprò partita da piazza della Repubblica e aperta da una delegazione di indiani Lakota. Il giudice per le indagini preliminari prosciolse i nove in istruttoria preliminare stabilendo che non vi era reato e la vicenda si concluse quindi senza conseguenze penali oltre che per la delegazione anche per tutti gli autodenunciati nei confronti dei quali non fu mai iniziata nessuna azione legale. Da allora ogni anno il primo fine settimana di maggio l'Italia partecipa con Roma all'iniziativa mondiale che, partita dalle poche decine di città del 1999, coinvolge ormai più di 300 città su tre punti rivendicativi da sempre uguali in tutto il mondo: 1) fine delle persecuzioni per i consumatori. 2) diritto all'uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti 3) diritto a coltivare liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del Pianeta. In sintesi riteniamo che: la coltivazione della cannabis sia un DIRITTO NATURALE (come per il basilico o il prezzemolo), acquisito al momento della nascita sul Pianeta Terra, come respirarne l’aria, bagnarsi nei mari, berne le acque, calpestarne il suolo ecc. Il patrimonio botanico dell’intero pianeta appartiene al genere umano, qualsiasi tentativo di privatizzarne, brevettarne o vietarne anche solo una parte è un furto a all’umanità intera. La Million Marijuana March è una iniziativa ormai collaudata, è radicata in tutto il Pianeta e anche nel nostro paese, dove, nelle ultime edizioni, le sempre più partecipate parate M.M.M. hanno attraversato Roma, con molte decine di migliaia di consumatori e consumatrici danzanti dietro ai camion sound. Dall’entrata in vigore del D.L. 49/06 (tristemente noto come “legge Fini/Giovanardi”) , fatta furbescamente passare negli ultimi giorni del precedente governo Berlusconi all’interno del pacchetto decreti urgenti per le olimpiadi di torino 06, abbiamo assistito alla sua applicazione progressivamente sempre più aspra. Nei due anni del successivo governo Prodi, nonostante avesse nel suo programma la cancellazione di questa infame legge, nulla è stato fatto, tradendo di fatto le aspettative di quante/i lo avevano votato, sperando in un cambiamento. Il risultato è un progressivo riempimento delle patrie galere di consumatori e consumatrici beccati con qualche canna o piantina, mentre nei posti dove prima si trovava erba o fumo (bar, muretti, giardinetti ecc.) ora sono di gran lunga più facilmente reperibili droghe pesanti, soprattutto cocaina ( ma anche l'eroina, consumo obsoleto che credevamo relegato agli anni '80 e in via d'estinzione). Ciò è dovuto al fatto che le condanne per chi è beccato con pochi grammi di erba o altro, sono identiche, ma i profitti sono ovviamente maggiori per chi spinge coca. Anzi, i rischi per chi decide di autoprodurre il proprio consumo autocoltivandosi le proprie piante sono addirittura maggiori di chi spaccia per professione, dato che l’autocoltivazione è equiparata alla produzione di “droga”, come se avere alcune piante e una raffineria fossero la stessa cosa. L’Italia è forse l’unico Paese Europeo dove nelle metropolitane e stazioni ferroviarie, dopo gli attentati terroristici di Londra e Madrid, circolano cani antidroga anziché antiesplosivo, cani che potrebbero essere impiegati più proficuamente nei porti dove arrivano container carichi di merce da tutto il mondo, ma ci sarebbe il pericolo di pestare i piedi agli amici degli amici e allora è più conveniente fermare qualche pischello/a con due canne in tasca, nella metro, o davanti alle dance hall reggae nel Salento, dove i “tutori della legge” fanno pesca a strascico con l’ausilio delle unità cinofile http://lamusicanonsiblocca.wordpress.com/comunicato-e-appello/ . Del resto in tutto il paese, da nord a sud, grazie alle “servitù militari”, eredità fossile della guerra fredda, sono innumerevoli i porti e gli aeroporti sotto il controllo USAF, dove non essendo previsto alcun controllo doganale potrebbero transitare quantitativi illimitati di qualsiasi merce. Ciò che interessa veramente ai vari governi che si sono susseguiti dal dopoguerra a oggi, non è contrastare il traffico, che produce enormi profitti esentasse, ma perseguitare la cittadinanza consumatrice dato che il proibizionismo è un fenomenale strumento di controllo, ricatto e repressione di massa. Da circa quattro anni nel nostro paese se si é fermati con due canne in tasca viene spesso perquisita immediatamente l’abitazione. Per la prima volta in decenni di proibizionismo, da quando è in vigore il D.L. 49/06, nei periodi tra l’estate e l’autunno, nelle campagne e nei piccoli paesi di provincia, persone additate come consumatori o attivisti antiproibizionisti hanno subito “perquisizioni preventive”, alla ricerca, nei propri orti, di piante che non c’erano. Il proibizionismo non è altro che la tassa sul consumo di sostanze illegali che governi collusi o conniventi con le narcomafie pongono sulla pelle di milioni di consumatori/trici, in favore del narcotraffico gestito da mafia, ‘ndrangheta e camorra a cui è di fatto affidato il monopolio dell’importazione, produzione e distribuzione delle sostanze illecite. Ogni pianta, ogni grammo di erba autoprodotta sono denaro sottratto ai signori del vapore, difendere le ragioni del proibizionismo significa difendere gli affari dei mafiosi. La Cannabis inoltre è una pianta fitodepuratrice, capace di disinquinare i terreni assorbendo e trattenendo nelle sue fibre i metalli pesanti e gli anticrittogamici presenti nel terreno, per questo motivo è importante che sia coltivata seguendo i dettami dell’ agricoltura biologica, in luoghi dove non solo il terreno ma anche l’aria è pulita, dato che si tratta di una pianta resinosa sulle cui cime fiorite si attacca qualsiasi particella e non si può lavare come si fa con i pomodori o la lattuga. Il proibizionismo costringe milioni di consumatori e consumatrici a rifornirsi da organizzazioni criminali. Alcuni anni fa ci furono dei morti a causa del vino al metanolo, immediatamente entrarono in azione i N.A.S. che analizzarono i vini di tutte la marche in commercio ritirando dal mercato i vini contraffatti, ciò fu possibile grazie al fatto che il vino è legale e l’etichetta reca l’indicazione dei produttori, a differenza dei prodotti illegali, venduti al mercato nero, su cui non c’è nessuna etichetta o certificato di qualità o lista degli ingredienti. Sostenere il proibizionismo è non solo antietico, dato che favorisce gli affari delle narcomafie, ma anche pericoloso per la salute pubblica, dato che non è possibile alcun controllo qualitativo e ciò getta milioni di cittadini/e nelle mani di mercanti senza scrupoli, la cui unica legge è il profitto. Tutte le ultime edizioni le abbiamo dedicate alle vittime del proibizionismo, da Giuseppe Ales a Federico Aldrovandi, da Alberto Mercuriali a Aldo Bianzino, uccisi non dalla “DROGA” ma assassinati dal proibizionismo, e la lista purtroppo non si ferma, le scioccanti immagini del corpo tumefatto di Stefano Cucchi hanno colpito allo stomaco anche chi inconsapevolmente giustifica le insensate e oscurantiste neo medievali leggi proibizioniste. In questa drammatica situazione di evidente e grave violazione dei diritti umani, la decima edizione italiana della M.M.M. assume un significato ancora più RESISTENZIALE e anche la nostra modalità di attraversare la città cambia drasticamente. Ci piace immaginare per l’otto maggio un'isola festante, danzante e solidale ma consapevole che c’è ben poco da festeggiare in un paese dove giorno dopo giorno vengono progressivamente cancellati i basilari diritti civili di cittadinanza, non sarà un corteo funebre né una street parade ma una marcia che esprima la nostra gioia e voglia di vivere in antitesi all'immagine kriminal/patogena che i proibizionisti amano spacciare di noi, la nostra creatività e socialità orizzontalmente liberata che condivide il consumo a fini ludici o l'uso per scopi terapeutici della nota favolosa pianta come comun denominatore. Non è una qualsiasi generica street antiproibizionista ma la giornata mondiale della CANNABIS, di cui quella Romana è solo una delle oltre trecento in tutto il pianeta. Abbiamo iniziato nove edizioni fa ( due anni dopo le prime internazionali) con una marcia aperta da una delegazione di indiani Lakota, abbiamo proseguito nelle prime edizioni con le bande musicali e pochi camion sound ma molto colorati e comunicativi, una volta siamo partiti dal Gianicolo e abbiamo attraversato il centro, passando sotto Reggina Coeli con i Punkreas che suonavano dal vivo sul camion in movimento, poi via via la Million Italiana è andata crescendo a dismisura fino alle centomila presenze della ultima edizione ma perdendo di senso e diventando ingestibile. Abbiamo tentato di dare spazio a tutti e tutte, cercando di inventare un non luogo itinerante dove potessero convivere i vari generi musicali come complessa e variegata è la popolazione colpita dal proibizionismo ma nella scorsa edizione questo progetto è fallito. Avevamo chiesto a tutti i camion sound di leggere e accettare insindacabilmente il codice di autoregolamentazione (che potete consultare sulla pagina edizione 2009) dove indicavamo chiaramente le varie situazioni che non avremmo voluto vivere e anche cosa invece eravamo lì a sostenere “…..i tre punti della piattaforma mondiale della M.M.M. e non dove andarsi a sfasciare con abusi chimici che potrebbero offrire agli sciacalli proibizionisti la foto di due o tre che oscurano e vanificano l'agire di migliaia...” oppure: “…Chiediamo pertanto a tutti i sound di vigilare attorno ai propri camion autogestendo il proprio spazio affinché non si verifichino le indesiderate situazioni sopra descritte…”. Tutto questo e altro ancora è stato purtroppo disatteso, ci siamo ritrovati/e ostaggi/e di una situazione che non avremmo voluto vedere. Non vogliamo essere vittime di un’ effetto collaterale, diventare la valvola di scarico della pentola a pressione del proibizionismo come il capodanno lo è per la società, dove ognuno/a, anche e soprattutto il/la più represso/a per il resto dell’anno deve in quella notte eccedere, “sfogarsi” come si usa dire. Non vogliamo più ritrovarci in una immensa folla inconsapevole, ce lo siamo detto subito alla fine della scorsa M. M. M. , o non la facciamo più o cambiamo tutto, eravamo arrivati a ritrovarci invasi dai carretti tutti uguali, con le bacinelle, gli ombrelloni, le bibite nel giaccio, la lampadina e il generatorino tutti identici organizzati dalla camorra, come nei grande eventi. Noi non siamo la Henichen, siamo un movimento antiproibizionista internazionale e la camorra è una delle controparti che non possiamo né vogliamo finanziare, visto che sono una delle organizzazioni a cui il proibizionismo ha affidato il monopolio delle sostanze illecite. Consapevoli di fare una scelta drastica e incomprensibile per alcuni rifondiamo la Million, meglio essere in numero minore ma molto più comunicativi, consapevoli e non criminalizzabili, con meno carri ma SOLO DI MUSICA REGGAE. Lo scorso anno chi è stato in testa dove c’erano solo carri reggae non si è neanche accorto di ciò che accadeva dietro, ovviamente ci dispiace che dovendo tagliare gli altri generi musicali, tagliamo anche carri bellissimi come quello dei “puzzle” ( per citarne uno ma non fù l'unico), che sono stati correttissimi, ma non c’è nulla di personale, semplicemente quello che si è determinato nell’ultima edizione è un meccanismo enorme che noi non siamo in grado di gestire. Non sarà una Street Parade e non saranno accettati carri non pre autorizzati, anche il percorso è volutamente più breve Buona M. M. M. 2010 a tutti e tutte.




Dal sito italiano è possibile accedere ai tantissimi siti M.M.M. di tutto il pianeta linkati Tra i quali segnaliamo:







link internazionale
http://www.globalmarijuanamarch.org/




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http://veritaperaldo.noblogs.org/

aldobianzino
Clicca qui per vedere il corto


UPPERGROUND:

opere e testi contro il proibizionismo


Droga uso e manutenzione
Videodocumento storico degli anni 80 gentilmente concessoci dalla dott. ssa Franca Maria Catri (ex Bravetta 80)


hempyreum


 
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