MONSANTO AND HEALTH CANADA CANNABIS

MONSANTO and Health Canada Cannabis

Mentre in Canada, grazie al monopolio, il Dipartimento della Salute, la Monsanto e la Cannabis viaggiano già sullo stesso binario, in Italia quali saranno le multinazionali che affiancheranno l'intergruppo nella nuova corsa all'oro? Hanno già deciso a chi affidare le poche concessioni del futuro monopolio e c'è chi già sa di farne parte, ancora prima che la legge venga varata?

Al fine di facilitarne la diffusione, oltre che per invitare tutti e tutte a riflettere, proponiamo di seguito la traduzione in italiano di un articolo da noi ritenuto molto descrittivo dello stato dell’arte, pubblicato lo scorso primo febbraio sul portale Cannabis in Canada *, uno tra i più accreditati di tutta la comunità cannabica canadese.

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E se fossero le tabaccherie a vendere la cannabis?

E se fossero le tabaccherie a vendere la cannabis?

Mancavano solo i tabaccai, ma ora che si parla di monopolio‬ sulla ‪cannabis‬, anche loro hanno "giustamente" iniziato a farsi due conti...

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IL GIOCO DELLE TRE CARTE- LA PROPOSTA DELL’INTERGRUPPO PER IL MONOPOLIO SULLA CANNABIS

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Carta vince, carta perde, ma chi vince è sempre il banco, un altro monopolio che sostituisce il precedente e che produrrà ancora ricchezza per pochi e galera per tanti e tante.

A perderci è quella enorme parte di popolazione che si vedrà ancora rubare il diritto a coltivare una pianta che è parte del patrimonio botanico del pianeta, il diritto naturale di usufruire di un bene comune.

Lo avevamo detto e ripetuto più volte e con largo anticipo che il rischio imminente sarebbe stato quello della spartizione del monopolio del mercato delle sostanze illegali tra le narcomafie (che lo detengono attualmente) e le multinazionali del farmaco e del tabacco, cominciando proprio dalla Cannabis.

Non a caso l'edizione 2014 della M.M.M. (Italia) l’abbiamo intitolata “UMANOPOLIO” e l'edizione 2015 “CANNABIS BENE COMUNE”.

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La Cassazione ha sentenziato per il ricalcolo delle pene per le persone condannate con la incostituzionale legge Fini-Giovanardi

cassazione

Lo scorso 8 febbraio un vasto cartello composto da centinaia di sigle visionabili alla pagina appello Legge Illegale, portava in piazza a Roma decine di migliaia di persone che reclamavano la cancellazione della legge Fini/Giovanardi che pochi giorni dopo, il 12 febbraio, la Corte Costituzionale sancì essere anticostituzionale cancellandola.

Mesi dopo nelle carceri italiane ci sono ancora migliaia di persone detenute per una legge non più in vigore e il 29 maggio la Cassazione ha sentenziato per il ricalcolo delle pene per i condannati con la precedente legge.

 

 

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Quando la realtà supera la fantasia

Razzi-MINILa realtà supera la fantasia raggiungendo il grottesco nelle dichiarazioni dei senatori Razzi e Giovanardi, L’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze e Claudia Sterzi

Il Senatore Razzi riesce a essere addirittura più caricaturale della sua caricatura, scavalcando l’interpretazione del bravissimo Crozza; ecco cosa afferma il fine pensatore Razzi (quello vero) sulla legge Fini-Giovanardi nel corso di una puntata del programma televisivo ServizioPubblico.

Un’altra chicca demenziale compare nel seguente video di due minuti sul convegno di chiara matrice proibizionista organizzato da EOS Luiss: “Droghe leggere in Italia, tra libertà personale e tutela della salute”.

 

 

Allo stesso tavolo, ci erudiscono sul tema, oltre all’immancabile Giovanardi con le solite grottesche e fantascientifiche visioni sui danni cerebrali della Cannabis, il Dott. Massimo Canu direttore della Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze (versione romana del DPA serpelloniano), Giuseppe Verneri dell’Ass. EOS Luiss e l’antiproibizionista Claudia Sterzi presidente dell’ARA, Associazione Radicale Antiproibizionista.

Claudia Sterzi, dal minuto 1:14 al minuto 1:29, in 15 secondi ci informa che (trascrizione testuale):

…il danno economico quale potrebbe essere? Quando le sostanze fossero legali e quindi controllate, i costi per la salute sono più o meno quelli, come abbiamo detto, che poi ci sono per la cattiva nutrizione, per l’alcol, per il tabacco…

Perfetto, allora evidentemente l’OMS mente quando afferma che le due sostanze, sebbene legali, che in assoluto producono più morti della somma di tutte le altre sostanze illegali e legali, sono proprio l’alcol e il tabacco! Meno male che è antiproibizionista, neanche Serpelloni è mai giunto a tanto…

La ACT (Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze) già in passato aveva fatto parlare di sé – o forse sarebbe più corretto dire: “ridere di sé” – con la campagna “#MOLTOMEGLIO…”, della quale non si comprendono nè il senso nè la finalità. Unico effetto certo è che ha provocato in rete un’enormità di battute con i suoi manifesti demenziali pagati con denaro pubblico.

 

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