SBALLOttaggi per il secondo turno delle amministrative di domenica 19 giugno.

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 Come sapete, la Million Marijuana March (Italia) non ha mai sostenuto candidati o tirato la volata a nessun partito e non certo per qualunquismo, ma coerentemente alla nostra critica consapevole al sistema di delega partitocratico fintamente democratico, dove la cittadinanza viene esclusa dalle decisioni che la riguardano ed è obbligata a subire anche le imposizioni dei trattati internazionali, tra cui quello sulle droghe e sulla coltivazione della Cannabis.

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“la Repubblica” delle cazzate: in Piazza dei Cinquecento, la polizia disperde i partecipanti alla Million Marijuana March

Million Marijuana March 2016 #CIAONE a "la Repubblica"

Sabato sera, 7 maggio 2016, è apparsa sui siti ADUC Droghe e Roma.Repubblica.it una notizia falsa e priva di fondamento, anche detta “bufala”, che riguarda la Million Marijuana March (Italia).

Sia ADUC che Repubblica affermano, infatti, che «I MILLE» partecipanti al «MARIJUANA DAY» sarebbero stati dispersi dalla polizia, per via di una presunta «MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA».

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Vorremmo vivere in un Paese dove...

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Vorremmo vivere in un Paese dove la volontà popolare venisse rispettata e la “democrazia” fosse un valore, invece che uno spot mediatico per addormentare e ingannare le masse.

Vorremmo vivere in un Paese dove, se si vince un referendum, non venga subito dopo inventato un trucco per raggiralo.

Vorremmo vivere in un Paese dove sarebbe dovuto/potuto bastare il risultato del primo referendum sulle droghe di anni fa.

Vorremmo vivere in un Paese dove la vittoria contro il nucleare fosse bastata al primo referendum contro il nucleare, senza doverne vincere un secondo, come ci hanno costretto a fare nel 2011 dopo il 1987.

Vorremmo vivere in un Paese dove l’acqua pubblica fosse veramente pubblica, soprattutto dopo la schiacciante vittoria referendaria del 2011.

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Il nostro antiproibizionismo come AGRORESISTENZA CANNABICA contro i padroni del mondo

#TTIPLEAKS: perchè tutti hanno il diritto di sapere...

Il proibizionismo della cannabis non è una calamità naturale, come un terremoto o una inondazione, fu introdotto negli USA nel 1937, con il “Marijuana Tax Act” e subito dopo esportato in tutto il resto del mondo. Le motivazioni del primo divieto sono storia e oramai non vengono più messe in discussione nemmeno dai proibizionisti.

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Roma, 7 Maggio 2016: difendiamo oggi i futuri raccolti, a partire dal seme!

Agroresistenza Cannabica contro gli interessi del mercato ed ogni forma di monopolio

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