E TI PAREVA!

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E ti pareva che non ci provassero a fare campagna elettorale promettendo una legge sulla cannabis per portarci dritti dritti al Monopolio?

Dichiara la consigliera grillina in un virgolettato (a lei quindi riconducibile) in un articolo de "Il fatto quotidiano" del 10 aprile 2017:“Se saliamo al potere, vedrei bene il modello dei social club spagnoli quindi l’autoproduzione collettiva e una proposta sul monopolio di stato” (vedi: goo.gl/b7mfoZ).

Solo che il monopolio di stato, nella proposta dell'intergruppo #CannabisLegale sostenuta dal Movimento 5 Stelle (e che sarebbe riproposta con stesso impianto e magari diverso nome nella prossima legislatura ed è un anno che affermiamo che questa in atto è solo propaganda per preparare il terreno), esclude la possibilità sia dei CSC che delle auto coltivazioni personali. Lo spiegano chiaramente sia la Direzione Nazionale Antimafia nella relazione tecnica depositata agli atti delle audizioni alla Camera (vedi: goo.gl/1VZpnA) su come proteggere il monopolio e sia perché infatti, anche se nominate nel testo della PL dell'Intergruppo, per come é impostata, le auto coltivazioni sarebbero poi annullate alla prima legge di stabilità, come ha dettagliatamente spiegato il giurista nella intervista a noi rilasciata lo scorso 8 agosto (vedi: goo.gl/iEqAPm).

Anche se la PL dell'Intergruppo per il monopolio venisse riscritta e presentata con un nome diverso avrebbe certamente lo stesso impianto che affida tutto al monopolio, un concetto che stanno seminando da un anno per farlo accettare. Anche se il monopolio totale non è dichiarato apertamente e ufficialmente é mascherato come "attenuato", se dallo scorso 8 agosto nessun tecnico pari livello del giurista che ci ha spiegato l'inganno della PL ha tentato di smentire la sua spiegazione del reale contenuto della PL dell'Intergruppo, è perché non è contestabile la sua traduzione nel linguaggio per tutti.

L'impianto di quella PL mai permetterebbe le auto coltivazioni e i CSC. Quando nel 2003 depositarono la Fini/Mantovano e Gianfranco Fini ne lodò le magnificenze alla conferenza ONU sulle droghe a  Vienna nell'aprile 2003, poi tre anni dopo divenne la Fini Giovanardi ( 49/06), ma l'impianto restò lo stesso di quello annunciato tre anni prima, riscritta, nome diverso ma identico contenuto.

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