17a Edizione Million Marijuna March Italia: «ANTIMONOPOLISMO CANNABINICO» - ROMA, sab 27 Maggio 2017

antimonopolismo-cannabinico-million-marijuna-march-italia-27-maggio-2017-roma

Noi reclamiamo il diritto di auto-coltivare ciò che utilizziamo e loro rispondono con il monopolio, proponendoci più  profitti per pochissimi e più galera per tantissimi/e!

Ancora in piazza  a maggio, il 27 MAGGIO a ROMA e ancora per difendere i diritti di tutti e tutte  e ciò è possibile solo riconsegnando LA PIANTA DELLA CANNABIS alla umanità e non certo creando un nuovo monopolio che, senza risolvere il problema della persecuzione sociale (anzi aggravandolo), renderebbe solo cospicui profitti per i suoi gestori.

Abbiamo osservato i servitori del monopolio celati in diverse maschere, negli ultimi tempi li abbiamo visti esibirsi nei loro sempre più pietosi tentativi, autentici POCO ANTI E MOLTO PRO MONOPOLIO, MA SOPRATTUTTO MOLTO PRO PROFITTI, ovviamente per loro stessi.

Con il monopolio, mai vedremmo riconosciuto il nostro diritto di auto-coltivare le piante personali e verremmo puniti non solo per la pessima 309/90 come ora, ma anche per violazione del monopolio regolato dal Regio Decreto 907 del 17 luglio 1942.

Disposti a tutto e senza nessuna etica, questi autentici servi sciocchi pensano di essere furbacchioni, tanto che provano a spacciarci per legalizzazione il monopolio totale che é il suo esatto contrario!

Abbiamo anche dovuto osservare i PROFESSIONISTI di note e blasonate sigle del cosiddetto “non punizionismo” o “non proibizionismo”(o perfino dell'antiproibizionismo) elemosinare durante le audizioni alla Camera per la #CannabisLegale un posto a tavola per accedere al banchetto di trasformazione in profitti per loro dei diritti calpestati della popolazione di utilizzatori della nostra amata pianta.

La PL dell'Intergruppo prevede di finanziare con la percentuale del 5% (che in audizione in molti, anche proibizionisti, proposero di innalzare al 25%, ) il fondo per la lotta alla droga dal quale poi verrebbero utilizzati per finanziare molti e diversi progetti. (vedi link: http://bit.ly/2nK037w).

Con quei proventi del monopolio ci si finanzierebbero dalle comunità terapeutiche proibizioniste ai progetti di alcune realtà un tempo vicine a noi, con le quali avevamo firmato documenti come la "Carta dei diritti delle persone che utilizzano sostanze - Genova 2014".

Li osserviamo lanciati ora all'inseguimento dei finanziamenti per consulenze e/o progetti vari (e non sempre finalizzati a fini di reale utilità sociale) espressione di quello stesso mondo che già ora, prima ancora dei finanziamenti dai fondi del monopolio, troviamo impegnati a sperperare denaro pubblico per progetti come quello del “telefono amico contro gli abusi da Cannabis”, finanziato dalla regione Toscana. Un "servizio" che giudichiamo oltre che inutile anche culturalmente sbagliato e degno dell'oscurantismo proibizionista più becero, che sfrutta quella falsa e antiscientifica immagine della cannabis come sostanza da abuso!

Alcuni di costoro, li abbiamo sentiti addirittura chiedere 50 milioni di euro annui per ridurre l'inesistente danno da abuso di cannabis, "intercettando" gli utilizzatori di cannabis nei futuri negozi del costruendo monopolio che la legalizzazione farebbe emergere dalla clandestinità. Chissà perché non iniziano intanto con l'intercettare gli alcolisti già ora "intercettabili" all'ora dell'aperitivo in ogni bar o nelle enoteche, birrerie e osterie di tutto il Paese, visto che l'alcol è già legale?

Ne abbiamo già scritto analizzando le audizioni, ma a breve ci torneremo per un approfondimento sui conflitti di interesse di quelle lobby che, inseguendo il profitto, si sono seduti al banchetto della PL dove sarebbero proprio e solo i nostri diritti da anni reclamati, le nostre battaglie per un'altra necessaria politica sulle droghe, il “capretto sacrificale”.

Probabilmente, costoro sono stati individuati dagli artefici del costruendo monopolio come coloro in grado di farci ingurgitare l'amaro e imbevibile calice, ma sfortunatamente per loro, NOI NON GLI REGGIAMO IL GIOCO.

Ma quei trenta denari fanno gola anche a quei negozi che vendono attrezzature a chi coltiva e che sperano di accedere alle concessioni monopoliste per divenire la nostrana versione dei coffee shop e poter vendere in esclusiva ciò che ora i loro clienti auto-coltivano. Ci riferiamo a quel mondo commerciale di settore, fintamente antiproibizionista, tanto da fare le fiere perfino in strutture dei Casamonica.

Manifestiamo a Roma da 17 anni, portando ogni volta in piazza diverse decine di migliaia di persone che reclamano la fine delle persecuzioni, il diritto di scelta di cura con la cannabis per i pazienti e il diritto a coltivare una pianta ( la cannabis) che è un pezzo del patrimonio botanico del Pianeta, ora privatizzato e affidato alle mafie grazie al proibizionismo e che, nella versione “2.0”, continuerebbe a essere rubata alla umanità, perpetrando la privatizzazione di un bene comune con la instaurazione di un nuovo monopolio, ancora più duro dell'attuale.

É dal 2014 che allertiamo sul rischio imminente del monopolio sulla Cannabis in costruzione e sugli immensi danni che provocherebbe la ancora maggiore repressione necessaria a proteggerlo. Non a caso, il titolo della edizione della MMM 2014 era "UMANOPOLIO", inteso come monopolio alla umanità, ossia nessun monopolio. Nel 2015 il titolo è stato "CANNABIS BENE COMUNE" e nel 2016 "AGRORESISTENZA CANNABICA".

Abbiamo ampiamente spiegato, fin dal febbraio 2016, come il MONOPOLIO TOTALE avrebbe solo aggravato la già tragica e insostenibile situazione dei danni da proibizionismo e, mentre la stragrande maggioranza degli interessati al tema riteneva imminente la finta " legalizzazione " della PL dell'Intergruppo finalizzata al monopolio, siamo stati i soli (o quasi) ad affermare - e per un intero anno - che era solo propaganda per preparare il terreno in attesa del definitivo varo nel successivo governo che, molto probabilmente, con maggioranze diverse uscirà dalle prossime elezioni nella futura legislatura.

Non abbiamo mai dubitato che appena possibile, passeranno dalla propaganda alla attuazione, riproponendo quella legge per il monopolio totale che troppi interessi forti garantirebbe. Ultimamente, mentre in molti consideravano morta e sepolta la PL dell'Intergruppo, ribadivamo che il pericolo non è passato e tutto sta procedendo come previsto nei loro piani originari da noi dettagliatamente descritti.

Era il 16 novembre 2016 che si erano bloccati in attesa dell'esito dell'emendamento presentato in legge di stabilità da Farina, ora si sono messi d'accordo per procedere e senza nessuna obiezione hanno nominato il comitato ristretto, anche perché oltre a preparare il terreno per il monopolio in costruzione, sul tema devono anche farci campagna elettorale e sarebbe veramente strano se non cogliessero la occasione per carpire il voto di ingenui antiproibizionisti e anche la coincidenza del nuovo sito on line da pochi giorni che utilizza "dal basso" come codice per accedere ad uno specifico pubblico, non è casuale.

LA PROGRESSIVA SEMPRE MAGGIORE REPRESSIONE in atto negli ultimi tempi, altro non è che uno degli effetti secondari del clima innescato dal solo annuncio del monopolio in costruzione.

É di un paio di giorni fa la notizia che la PL dell'Intergruppo ha ricominciato il suo iter in commissione alla Camera e non ci è dato sapere se faranno in tempo a vararla in questa legislatura o se, molto più probabilmente, anche con un diverso nome ma identico impianto legislativo, sarà invece riproposta nella successiva legislatura con il governo a maggioranze diverse dalla attuale che uscirà dalle prossime elezioni.

Ciò che è sicuramente certo è che non smetteranno di tentare di preparare il monopolio e anche che, dopo un anno, la loro propaganda è stata da noi evidentemente ridicolizzata. Basti pensare che Daniele Farina, relatore alla Camera della PL dell'Intergruppo finalizzata al monopolio totale, per non perdere ulteriormente la faccia e avendo preso atto che nessuno abbocca più alle loro favolette, ha in autunno abbandonato la definizione da lui creata per addolcire la pillola "monopolio attenuato" e, nel presentare il suo emendamento in legge di stabilità, lo ha non a caso definito finalizzato al "monopolio puro" (vedi link: http://www.millionmarijuanamarch.info/2-non-categorizzato/74-monopolio-puro.html).

Scenderemo in piazza il 27 maggio a Roma e continueremo a svelare i loro inganni in attesa di organizzare a Roma la più grande manifestazione antiproibizionista di tutti i tempi quando la PL dell'Intergruppo entrerà nelle fasi cruciali dell'iter parlamentare.

AUTOCOLTIVAZIONE UNICA SOLUZIONE SENZA NESSUN MONOPOLIO NIENTE PIÙ MAFIE E PERSECUZIONE

 

 


RIFERIMENTI:

 

Ecco il link generale dal quale si accede ai link sul sito istituzionale della Camera alla trascrizioni di tutte le audizioni per la PL dell'Intergruppo Cannabis Legale: http://bit.ly/2n6RfYw

Vedi ancheil quinto PDF nel riquadro " Martedì 21 marzo 2017 ( Commissioni riunite ( II e XII)): http://www.camera.it/leg17/1105?shadow_organo_parlamentare=2076&id_commissione=02


 

La seguente immagine grafica è stata prodotta­ da MMM (Italia) e pu­bblicata sulla propria pa­gina facebook in occasione dell'emendamen­to in legge di stabi­lità presentato da Da­niele Farina in autun­no 2016, poi bocciato, ma da lui definito ­finalizzato ad ottene­re "il monopolio puro­". Oltre ad essere il relatore alla Camera della PL dell'Intergruppo, Farina è colui che ad inizio iter parlamentare, coniò la illusoria definizione "monopolio attenuato", dimostrando come la sua coerenza sia in linea con la media dei politici nostrani.

daniele-farina-monopolio-cannabis-legale

 

 


 

Joomla templates by a4joomla