Vorremmo vivere in un Paese dove...

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Vorremmo vivere in un Paese dove la volontà popolare venisse rispettata e la “democrazia” fosse un valore, invece che uno spot mediatico per addormentare e ingannare le masse.

Vorremmo vivere in un Paese dove, se si vince un referendum, non venga subito dopo inventato un trucco per raggiralo.

Vorremmo vivere in un Paese dove sarebbe dovuto/potuto bastare il risultato del primo referendum sulle droghe di anni fa.

Vorremmo vivere in un Paese dove la vittoria contro il nucleare fosse bastata al primo referendum contro il nucleare, senza doverne vincere un secondo, come ci hanno costretto a fare nel 2011 dopo il 1987.

Vorremmo vivere in un Paese dove l’acqua pubblica fosse veramente pubblica, soprattutto dopo la schiacciante vittoria referendaria del 2011.

Vorremmo vivere in un Paese dove i favorevoli agli affari dei petrolieri non possano sfruttare la notevole percentuale fisiologica di chi non vota come una loro maggioranza per non raggiungere il quorum, cantando vittoria per inficiare la volontà di milioni di cittadini che il 17 aprile scorso hanno votato SI contro le trivelle.

Vorremmo vivere in un Paese indipendente e non a sovranità limitata, supino alle servitù militari delle basi NATO.

Vorremmo vivere in un Paese senza i poligoni internazionali che usano il nostro territorio per esercitazioni con uranio impoverito avvelenando la popolazione limitrofa, senza antenne pericolose per la salute pubblica come il MOUS e le bombe sganciate nell’Adriatico dai caccia di ritorno dai bombardamenti nella ex Jugoslavia.

Vorremmo vivere in un Paese che veramente “..RIPUDIA LA GUERRA..”, come enuncia la nostra COSTITUZIONE, senza essere ingannati da fantasiose definizioni, sintesi di versioni ufficiali come “difesa integrata”, per giustificare i bombardamenti della aviazione italiana su città a centinaia di kilometri nella ex Jugoslavia alla quale non era stata neanche dichiarata guerra.

Vorremmo vivere in un Paese dove le missioni di guerra in territori esteri e lontani non fossero chiamate “missioni di pace”.

Vorremmo vivere in un Paese dove una proposta di legge come quella dell’Intergruppo Cannabis Legale, finalizzata al MONOPOLIO, non venisse spacciata per “LEGALIZZAZIONE”.

Vorremmo vivere in un Paese dove la pubblica intelligenza della cittadinanza venisse rispettata invece che offesa, con le definizioni dei politici aspiranti plagiatori, che inventano forme comunicative mediatiche politichesi come “monopolio attenuato”, che ricordano la “CONVERGENZE PARALLELE”: le linee o sono parallele e mai si incontreranno o sono convergenti, cosi come il MONOPOLIO è MONO e non POLI o PLURI o UMANO, come indicano le prime quattro lettere della parola MONO…POLIO.

Vorremmo vivere in un Paese dove non si ingannasse la buona fede di chi ingenuamente firma un testo di una proposta di legge popolare che mai andrà in discussione in Parlamento e che serve a sostenerne un’altra, diversa, finalizzata al MONOPOLIO, oltreché per tentare di far tornare in Parlamento i suoi proponenti.

Vorremmo vivere in un Paese che potesse decidere liberamente della libertà di scelta degli stili di vita della propria cittadinanza, varando leggi sulle “DROGHE”, non soggette ai vincoli delle Convenzioni Internazionali ONU proibizioniste, imposte nel 1937 dagli USA al mondo intero e da loro proseguite/sostenute con la oramai tristemente famosa definizione “WAR ON DRUGS”, inventata da BUSH padre e mai annullata dai successori.

Vorremmo vivere in un Paese dove, oltre questi gravissimi INGANNI ALLA SUA POPOLAZIONE, considerata non cittadinanza, ma sudditi da manovrare mediaticamente dai politici di turno, clienti etero diretti  o meglio, polli da allevamento, NON ci venisse imposto in SEGRETO anche il pericoloso TTIP dettato dalle CORPORATION MULTINAZIONALI.

Vorremmo vivere in un Paese libero da un trattato USA-EUROPA, che agirebbe ancora peggio di una CONVENZIONE INTERNAZIONALE, limitando la sovranità nazionale dei singoli Stati europei e il volere delle sue popolazioni.

Non vorremmo vivere in un Paese dove, anche se vincessimo milioni di referendum, non potremmo modificare quelle imposizioni del trattato che permetterebbero agli interessi privati delle multinazioni di processare a ottenere risarcimenti per il loro mancato guadagno dai Paesi che, legiferassero abolendo parti del TTIP, scegliendo di difendere la salute pubblica, i beni comuni, le biodiversità, la qualità della vita e del cibo, i diritti e l’ambiente, la futura vivibilità del pianeta per le future generazioni.

Non vorremmo dover tentare disperatamente di sopravvivere in un Paese dove diverrebbe legale come negli USA, commercializzare 10 categorie di cibi attualmente vietati in  Europa come :

  1. Latte e suoi derivati con l’ormone artificiale della crescita, somministrato ai bovini
  2. Polli alimentati con mangimi addizionati all’arsenico per favorire un rapido aumento di peso e rendere la carne più fresca e rosea.
  3. Carne con ractopamina, uno steroide responsabile di un’accelerazione nella crescita ponderale e della riduzione nel contenuto complessivo di grassi, venduta regolarmente negli USA.  Questa sostanza è stata bandita in 160 Paesi tra Europa, Russia, la gran parte della Cina e della Repubblica di Cina (Taiwan).
  4. Pane con bromato di potassio, utilizzato come additivo per sbiancare le farine e favorire la lievitazione riducendo i costi, la sua massiccia diffusione è, da molti studiosi, indicata come la causa di danni a carico del sistema nervoso, problemi alla tiroide, disturbi gastrointestinali e rischio di insorgenza del cancro; l’impiego di bromato di potassio è stato vietato in Canada, Cina ed Europa.
  5. Bibite agli olii vegetali bromurati, contenuti in alcune bevande al gusto di agrumi o negli integratori utilizzati dagli sportivi, dove sono presenti sostanze come i BVO, ovvero gli oli vegetali bromurati, brevettati in origine da aziende chimiche come ritardanti di fiamma. Bandito in oltre 100 Paesi e recentemente eliminata anche in bibite come Coca Cola e Pepsi, il BVO  può causare problemi di fertilità e causare disturbi comportamentali, oltre a manifestarsi attraverso eruzioni cutanee, acne, perdita dell’appetito, stanchezza e aritmie cardiache.
  6. Coloranti artificiali, presenti in moltissimi cibi (dalle bevande al formaggio passando per le caramelle), sono derivati chimici del petrolio. Banditi in Norvegia, Austria, Finlandia, Francia e U.K. , possono causare seri problemi alla salute essendo potenzialmente responsabili di gravi patologie come tumore cerebrale, deterioramento del sistema nervoso e iperattività nei bambini, solo per citarne alcune.
  7. Olestra, noto con il nome commerciale Olean proposto da Procter&Gamble che lo ha inventato, è un grasso privo di calorie  impiegato negli snack senza grassi, come le patatine fritte. Bandito nel Regno Unito e in Canada, l’olestra compromette la capacità dell’organismo di assorbire vitamine liposolubili come A, D, E, K ; sono state pertanto registrate reazioni avverse manifestate attraverso problemi intestinali come crampi e diarrea.
  8. Alimenti con conservanti BHA (butilidrossianisolo) e BHT (butilidrossitoluolo). Indicati in etichetta con le sigle E320 ed E321, sono sostanze facili da trovare in molti alimenti come i cereali per la colazione, i mix di noci, le gomme da masticare, burro, carne e patate disidratate. Sembra che il BHA in particolare possa avere un potenziale effetto cancerogeno sull’uomo; questo sostanze sono state vietate in Giappone e in alcuni Paesi Europei, tra cui non compare l’Italia e il trattato renderebbe impossibile il già non facile tentativo di bandirle.
  9. Papaya OGM, la maggior parte delle papaya hawaiane è geneticamente modificata per diventare resistente al virus ringspot. Questo prodotto della Monsanto è fortunatamente vietato nei Paesi dell’Unione Europa grazie ad un criterio precauzionale che impone divieti su questo tipo di alimenti.
  10. Il salmone da allevamento americano, viene nutrito con mangimi contenenti sostanze chimiche, antibiotici e altri farmaci; al contrario di quello selvaggio, quindi, la cui dieta ricca di carotenoidi naturali permette di avere un colore rosa, a quello di allevamento viene somministrata l’astantaxina sintetica, sostanza tossica a base di prodotti petrolchimici e non idonea al consumo umano. Questa sostanza è vietata in Australia e Nuova Zelanda; negli altri Paesi è meglio evitare il salmone atlantico, proveniente in prevalenza da allevamenti ittici. Anche questa sostanza sarebbe impossibile bandire se il TTIP venisse approvato.

Non vorremmo vivere in un Paese dove, divenisse legale utilizzare in agricoltura 82 pesticidi pericolosi, attualmente vietati in Europa ma consentiti negli USA, prodotti dalle solite multinazionali per le quali è stato concepito il TTIP.

Non vorremmo vivere in un Paese dove, semi OGM, prodotti da Monsanto, Syngenta, DuPont, Dow Chemicals, Bayer e Basf, attualmente vietati in Europa ma consentiti negli USA, divenissero comunemente utilizzati nelle nostre campagne, impollinando, ibridando e distruggendo le nostre preziose biodiversità, rendendoci colonizzati dalle multinazionali.

Non vorremmo vivere in un paese, dove i contratti già fin troppo precari, la salute e i servizi, fossero decisi e imposti dalle CORPORATION MULTINAZIONALI, che ritengono di essere i padroni del mondo.

Il TTIP è di fatto una occupazione coloniale, non militare ma finanziaria/commerciale ma non per questo meno pericolosa, ci renderebbe sempre più schiavi e sottomessi, a tutto ciò è necessario resistere, alzarsi come fecero le formazioni partigiane quando cacciarono l’occupante nazifascista, e possiamo farlo riempiendo pacificamente le piazze per comunicare il pericolo imminente alla maggioranza della popolazione inconsapevole.

Il 7 maggio 2016 è l’inizio di questo percorso per un nuovo 25 aprile contro ogni monopolio, ogni proibizionismo e ogni prepotenza di coloro che si credono i padroni del PIANETA TERRA.

AGRORESISTENZA CANNABICA!!!

IN ATTESA DI TORNARE PRESTO A RIEMPIRE LE PIAZZE CONTRO LA FINTA LEGALIZZAZIONE DELL’INTERGRUPPO FINALIZZATA AL MONOPOLIO,  BUONA MILLION MARIJUANA MARCH 2016 ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE STOP TTIP.

Ore 14 Piazza della Repubblica Roma.

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