E' Stato morto un ragazzo - il docufilm su Federico Aldrovandi

* https://youtu.be/6nYOfKLGsuI

25 settembre 2005, viale Ippodromo a Ferrara. Federico di ritorno da una serata con gli amici decide di fare l’ultimo pezzo che lo separa da casa a piedi, sulla sua strada si imbatte nella volante alfa 3

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Flyer

MANIFESTI LOCANDINE E FLYERS .

 

Pagina non ancora completa in progressivo allestimento, contiene essenzialmente parte delle grafiche del movimento antiproibizionista e non solo della MMM, degli anni che vanno dal 2000 ad ora.
Appena avremo sistemato tutto il materiale dei nostri primi 17 anni apriremo una pagina dedicata alla nostra storia che ripercorrerà il nostro operato, inserito nel suo contesto temporale, descrivendolo e narrandolo attraverso i nostri documenti di allora, foto, video e articoli della stampa.
Su questa pagina, tranne che per i due primi anni che occorre brevemente spiegare per essere stati il nostro imprinting fondante, necessario da conoscere per poter comprendere le successive evoluzioni coerenti a quel percorso, conseguenza di quella impostazione, ci sono solo le grafiche e neanche ancora tutte. Prevalentemente ci sono i manifesti, le locandine e i flyers oltre a pochissimi video, rare foto e pochissimi articoli della stampa su di noi.
Questa sezione del sito, vuole essere prevalentemente un viaggio attraverso la comunicazione visiva prodotta dall’antiproibizionismo di base autorganizzato, dal 2000 in poi.
Manifesti, locandine e flyers prevalentemente della Million Marijuana March ma non solo, nel tentativo di descriverla inserita nel suo contesto fatto di quelle realtà affini, che a quel tempo, assieme alla MMM(Italia), componevano il Movimento Di Massa Antiproibizionista (MDMA)  e senza il quale forse, la MMM non sarebbe neanche mai nata.  Pubblichiamo intanto tutti i manifesti e i flyers della MMM, con alcuni dei primi manifesti del movimento in Italia, riproponendoci poi di completare e arricchire successivamente questa sezione con molte altre grafiche, comprese quelle che più ci hanno colpito delle edizioni MMM negli altri paesi del Globo e sono veramente tantissime. 

 

Primo manifesto firmato MDMA che lanciava la manifestazione durante la Conferenza Governativa Genova 2000.

 

Manifesto del "Movimento Di Massa Antiproibizionista" (M.D.M.A.) Anno 2000

PRIMA EDIZIONE ITALIANA DELLA M.M.M.

* 2001

* THE SPACE ODYSSEY

* SATURDAY MAY 5 EVERYWHERE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima edizione della MMM in Italia -ROMA 5 MAGGIO 2001-

 

 

 

La Million Marijuana March è una iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal sito statunitense htto://ww.cures-not-wars.org. Sbarcò nel nostro paese il 5 maggio 2001, con la campagna di autodenuncia di massa “Signor giudice ho piantato un seme”, nata da una idea di attivisti/e antiprò dell’area delle realtà di base romane autogestite, che la hanno poi proseguita fino ad ora. Fu lanciata, sostenuta e promossa assieme a “il manifesto”dalle sue pagine. Raccolse circa 1100 autodenunce tra Palermo, Milano e Roma, dove il 05-05-2001 furono consegnate 645 autodenunce assieme ad alcune piantine di Cannabis alla caserma dei carabinieri di Piazza Venezia da una delegazione di nove persone, durante la street antiprò partita da Piazza della Repubblica e aperta da una delegazione di indiani Lakota. La manifestazione che fu per l’Italia la prima M.M.M., attese ballando intorno ai  sounds in Piazza Venezia il ritorno della delegazione finche non furono espletate le formalità, per poi proseguire fino a Piazza Bocca della Verità dove si concluse.
Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) prosciolse in istruttoria i nove della delegazione, stabilendo che, vista la dichiarata finalità dimostrativa dell’atto di coltivare piante, poi consegnate per affermare una opinione, non vi era reato.  La finalità non era criminogena ma esprimeva una provocazione culturale, sociale, politica. Si concluse così la vicenda giudiziaria, senza conseguenze penali neanche per i nove indagati della delegazione che consegnarono fisicamente le piante assieme ai moduli firmati della autodenuncia di massa e tantomeno quindi, anche per i 1100 autodenunciati, verso i quali, non fu mai aperto nessun tipo di procedimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La vicenda della prima MMM 2001 è narrata dalla pagina 186 alla pagina189 di “UPPERGROUND, A.A. V.V. opere e testi contro il proibizionismo”, editato dalla manifestolibri, finito di stampare nel settembre del 2005.

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I LAKOTA DI PINE RIDGE ALLA PRIMA MILLION MARIJUANA MARCH ITALIANA – ROMA 5 MAGGIO 2001.

Gli indiani Lakota invece, erano stati da noi contattati per la notizia diffusasi mesi prima, delle barricate nella loro riserva per impedire l’ingresso dell’FBI giunta a sequestrare campi di cannabis a Pine Ridge, dove il trattato firmato tra i loro avi e le giubbe blu, assegnava a quel tempo completa giurisdizione su cosa coltivare o allevare nelle loro terre, senza nessuna restrizione e molto prima del proibizionismo, introdotto  con il Marijuana Act Tax nel 1937.
Una delegazione della Nazione Indiana dei Nativi Lakota, con la quale ci gemellammo, giunse in Italia proprio per la nostra manifestazione ed aprì la prima MMM italiana posizionandosi alla sua testa. La delegazione aveva attraversato in lungo e in largo l’Italia nei giorni precedenti, per dei seminari informativi nelle realtà di movimento di varie città italiane, dove poter divulgare e porre alla attenzione, la loro condizione di minoranza resistente. Una popolazione quasi sterminata ma sopravvissuta al genocidio, perennemente impegnata in un conflitto ultra secolare che alterna periodi di apparente calma a ripetute e improvvise emergenze, nel 2001 era per difendere i campi di Cannabis e dal 2016 è per difendere le loro terre dal passaggio dell’oleodotto.
Questo fu l’inizio della partecipazione italiana al network mondiale con una impostazione in difesa della pianta, concepita come una delle resistenze dei popoli alle prepotenze di chi si crede di essere il padrone del mondo e che tenta di imporre le proprie regole per assoggettarci agli interessi economici della finanza, delle multinazionali e di quell’1% della popolazione mondiale che detiene oltre il 50% delle ricchezze totali.  
Con questo incipit la Milion Marijuana March (Italia), non poteva che continuare sul versante della restituzione della PIANTA al GENERE UMANO, suo UNICO LEGITTIMO PROPRIETARIO, contro ogni monopolio e ogni interesse privato delle molte lobby al suo servizio.
All’epoca non avevamo un sito, aperto solo dopo nel 2005 e stiamo ora digitalizzando il materiale cartaceo e organizzando quello delle pagine delle altre edizioni passate, per aprire poi una nuova sezione nel sito con il nostro ARCHIVIO STORICO, composto anche in parte da questa sezione “MANIFESTI FLYERS e LOCANDINE” ma con anche molto altro ancora.

                                                                          

 

 

 

 

La prima edizione italiana della Million Marijuana March fú tenuta a battesimo non a caso da una delegazione dei Nativi Lakota, noti con il dispregiativo nomignolo "Sioux", che significa "meno che serpenti", affibbiatogli da altre popolazioni di Nativi delle Americhe e in occidente tramandato prima dai missionari francesi che lo appresero da altre popolazioni di NATIVI a loro ostili e il termine “Sioux” fu poi consolidato dai film western. Loro sono la NAZIONE dei NATIVI LAKOTA e il termine “TRIBU’ “ è considerato dispregiativo non solo dai Lakota ma da tutte le popolazioni dei NATIVI. Il nome “Sioux”deriva anche per i loro vecchi nemici, dalla caratteristica capacità dei loro temuti e abili guerrieri di muoversi silenziosi e invisibili in azione, come un noto serpente di quelle terre. Il popolo Lakota é un simbolo di antica resistenza, esempio per le resistenze del terzo millennio, nel loro caso la resistenza parte da alcuni secoli prima di quella di gran parte dei popoli del resto del mondo e non si è mai interrotta. Sono stati battuti e decimati ma mai sono stati sottomessi, mai si sono dati per vinti, mai si sono arresi.
Nella nostra genesi collettiva c'erano già tutti i segnali per permettere di capire a chiunque, anche a coloro con i quali firmammo la "Carta dei diritti delle persone che usano sostanze- Genova 2014", che mai avremmo svenduto i diritti di milioni di persone per il profitto di pochi (  http://bit.ly/2oUcMVo ) e che mai avremmo rinunciato ai principi guida contenuti nel testo di quel documento comune che ci dicemmo sarebbe dovuto essere una sorta di nostra comune “Carta Costituzionale”.



 

 

4 MAGGIO 2002  ROMA - Seconda edizione italiana dela M.M.M.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 maggio 2002, seconda edizione italiana della Million Marijuana March.

Riportiamo di seguito un virgolettato tratto dalle ultime righe in fondo alla prima colonna a sinistra di "Liberazione" del 04/05/2002, evidenziate con il tratto rosso nella foto del particolare della pagina che potete visionare integralmente, dove si legge quanto segue:
" Noi siamo quelli che non accettano monopoli e brevetti e intendono riconsegnare il patrimonio botanico del pianeta al suo unico legittimo proprietario; il genere umano. ". 
Già nel 2002 avevamo chiarito senza ambiguità, cosa pensavamo allora e continuiamo a pensare tuttora nel 2017 del monopolio, del mercato, delle multinazionali, delle mafie, delle lobby e del profitto finanziario in genere al quale si sacrificano i diritti calpestati delle persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Era la seconda edizione nel 2002 e quella comunicazione era una sintesi schematica dei nostri intenti fondanti, dei nostri principi e obiettivi per il futuro. Molto è cambiato da allora ma NON le nostre motivazioni, che avevano provocato l'inizio della Million Marijuana March nel 2001. Negli anni é forse cambiato il metodo e i mezzi con i quali veicolare i contenuti, sono cambiati i percorsi e gli obiettivi di alcuni ex compagni di viaggio, é certamente cambiato il contesto nel quale ci muoviamo, non sono però cambiati in corso d'opera i nostri intenti ed é assolutamente certo che tutto ciò non è riuscito a cambiarci. Ancora oggi reclamiamo diritti per tutte e tutti in un campo dove il tema stesso proibizionista, fin dalla sua nascita continua ad esistere, proprio per il solo scopo di proteggere i grandi interessi economici che genera IL PROIBIRE. 
Ancora ora nel 2017 come agli inizi, mettiamo SEMPRE E SOLO al centro le persone con i loro/nostri diritti, reclamiamo libertà orizzontali per tutti e tutte, da anteporre SEMPRE al profitto per pochi.
Nei primi anni e fino al 2005, non avevamo neanche un sito e tantomeno facebook che ancora non esisteva, eppure mobilitavamo anche allora come ora, quella folla che dà vita alla Million Marijuana March.
Ora e da anni, abbiamo il sito ( attualmente in restauro e momentaneamente senza accesso alle vecchie pagine) e solo da quattro anni anche la pagina Facebook, che però, esistono perche esiste il prezioso popolo della Million Marijuana March che riempie le piazze reclamando diritti e non il contrario. Siamo un fenomeno reale, storicizzato, radicato e non un fenomeno virtuale che esiste solo in rete. Ancora ora come agli inizi, ai nostri appuntamenti arriva molta più gente di quanta ce ne aspettavamo un tempo e molta più di quanta ora visita le nostre pagine, anche se oramai i nostri documenti arrivano ovunque e perfino dove non ce lo immagineremmo. In qualche modo la comunicazione funziona ancora con il vecchio passaparola che una tempo era solo cartaceo, manifesti, locandine e flyers nei punti chiave che ancora usiamo, anche se ormai non sono più i soli mezzi.  
Siamo noi, tutti e tutte noi in piazza per il fine comune la MMM, quella favolosa massa critica che risponde sempre con entusiasmo agli appelli, sempre pronta a riempire le piazze in decine di migliaia, ogni volta per dare vita a quella che da diciassette anni é la più partecipata manifestazione antiproibizionista. Siamo tutte e tutti noi la Million Marijuana March che, se non esistesse non stareste ora leggendo queste nostre righe, perche senza tutto ciò, senza tutte quelle persone in carne ed ossa, reclamanti la fine delle persecuzioni nell’ esigere diritti di cittadinanza non più di serie C,  la MMM non esisterebbe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Già Il Secondo anno, il 4 maggio 2002, provarono ad usarci e noi chiarimmo subito che le nostre manifestazioni erano composte da chi, in prima persona, subisce sulla propria pelle gli effetti del proibizionismo e scende in piazza, senza intenzione di delegare le proprie istanze al politico di turno o tirare le volate a nessun partito. Quando ci contattarono provammo ad avvisarli che non avremmo accettato chi intendeva fare carriera su di noi e che se avessero voluto manifestare, potevano organizzarsi le loro manifestazioni ovunque e non saremmo stati certo noi a impedirglielo. Come non gli avremmo impedito di svolgere una LORO eventuale manifestazione se la avessero organizzata, allo stesso modo intendevamo però difendere il NOSTRO diritto di manifestare come e con chi decidevamo noi nella nostra manifestazione. Il mondo che volevamo e vogliamo costruire, era ed è incompatibile con il loro e allora come ora, rivendichiamo il diritto di esprimerci nelle modalità da noi decise senza subire nessuna imposizione. La nostra posizione, era dettagliatamente spiegata nella pagina di “Liberazione” pubblicata quello stesso giorno dal tritolo MARIJUANA DAY e che potete leggere sopra. Inoltre, con loro eravamo e siamo incompatibili su molti temi importanti come le guerre, sempre supportate dal loro interventismo atlantista al servizio del più ricco e forte, quali sostenitori del neoliberismo estremo essi sono. Gli effetti di ciò allora si tradussero con la richiesta di sospensione, da parte dei loro europarlamentari, dell’embargo all’Africa dell’Apartheid che imprigionava Nelson Mandela o ad esempio vedi la loro posizione nella vicenda Palestinese, giusto per citarne alcune di quelle in MARIJUANA DAY. Attualmente poi sostengono gli OGM e trattati come il TTIP o hanno sostenuto le trivelle nell’Adriatico nel recente referendum. Nonostante tutto ciò i radicali, annunciarono in più conferenze stampa e comunicati vari, la loro decisione di venire comunque alla nostra marcia, affermando nei lanci di agenzia, che lo avrebbero fatto pur sapendo bene di non essere accettati da coloro  che avevano indetto e organizzato la manifestazione, dichiarando ciò che di fatto è l’intenzione di venirci a provocare (link ai loro annunci pre manifestazione http://old.radicali.it/view.php?id=25742).
Arrivarono in venti con cinquanta bandiere, telecamere e giornalisti al seguito e ovviamente li cacciammo, difendendo la nostra manifestazione e omaggiando con una torta in faccia l’allora loro segretario Daniele Capezzone poi divenuto, non molto tempo dopo, uno dei portavoce di “Forza Italia” e del “Popolo della Libertà”.  http://old.radicali.it/view.php?id=25741&numero=&title=NOTIZIE%20RADICALI  .
Rappresentiamo per loro un boccone goloso al quale non riescono ad accedere, tentarono più volte anche di limitare ciò che non riescono a domare e gestire, con subdoli attacchi in stile delatorio, come quello messo in scena pochi mesi dopo da Rita Bernardini dalle pagine de “il Giornale” il 25 ottobre 2002 in un articolo dal titolo eloquente "INTOCCABILI I CENTRI SOCIALI, È ASSURDO, Radicali: No alla festa della Cannabis "  ( http://old.radicali.it/view.php?id=24650&numero=&title=NOTIZIE ), nel quale si lamentava del non intervento della polizia durante la festa del raccolto al C.S.O.A Forte Prenestino di Roma, che per chi come lei si professa “antiproibizionista” è tutto dire.
La stessa tecnica di tentare di parassitare le nostre manifestazioni come il 4 maggio 2002,  la applicarono anche in occasione della manifestazione dell’8 febbraio 2014, pochi giorni prima del verdetto della Consulta, indetta dal cartello “ILLEGALE è LA LEGGE”, dentro il quale c’era anche la MMM, nato dalla spinta di quello che era il naturale proseguimento del precedente MDMA e composto da centinaia di sigle per la cancellazione della Fini- Giovanardi.
Anche in quella occasione annunciarono la loro presenza dichiarando di essere a conoscenza di non essere graditi dalle sigle che organizzarono quella manifestazione e si presentarono scortati e protetti da un drappello di DIGOS, per la loro comparsata della durata di un’ora circa prima della partenza della manifestazione, sperando di poter sciacallare quella visibilità a loro indispensabile. Poi, prima della partenza della manifestazione, scortati come erano arrivati, se ne andarono, soddisfatti dell’aver fatto, bene o male, ancora parlare di loro. Contenti di essere ricordati e riconosciuti dai molti che insultavano la loro delegazione invitandoli a togliere il disturbo e gratificati dalle lusinghe del servile pischello di Milano, che assieme ad altri quattro poverini suoi pari( vedi video, link), si erano prostrati ad assecondarli, solidarizzando con loro mentre la delegazione dei Radicali insultava, ma da lontano, quel movimento autorganizzato che decide da solo e che, non solo non gli permise ancora una volta di prenderne la testa, ma dove non c’è posto per loro neanche in coda e al quale possono avvicinarsi, ma brevemente, solo sotto nutrita scorta.   
Anche in quella occasione, sul sito ufficiale del cartello legge illegale che organizzava la manifestazione, vi erano due documenti chiarissimi:  uno spiegava le nostre storiche incompatibilità con loro e tutto il resto delle destre ( https://www.autistici.org/leggeillegale/it/approfondimenti/104-noi-e-i-radicali-1febbraio.html ) e l’altro avvisava che avremmo respinto la loro provocazione : https://www.autistici.org/leggeillegale/it/approfondimenti/118-non-accettiamo-provocazioni-e-provocatori.html .

 



       

ROMA 3 e 4 MAGGIO 2003 - Terza edizione italiana della M.M.M.

 

 

   

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'IMMAGINE SOPRA E' LA LOCANDINA DELLA ESPOSIZIONE DAL 3 AL 10 MAGGIO 2003, DELLA COLLETTIVA DI ARTE ANTIPROIBIZIONISTA "UPPERGROUND" PRESSO IL PADIGLIONE H DELLA FACOLTA' DI ARCHITETTURA ALL' EX MATTATOIO (SPAZIO  GESTITO DALLA FACOLTA' DI ARCHITETTURA ALL'INTERNO DEL M.A.C.RO.). LE DUE IMMAGGINI SEGUENTI INVECE, SONO RELATIVE AL "NO STOP ANTIPRO'- UPPERGROUND PARTY FOR WORD CANNABIS DAY" DEL 3 E 4 MAGGIO 2003, NEI CORTILI INTORNO AL PADIGLIONE H DELLO STESSO SPAZIO INTERNO AL M.A.C.RO. ( MUSEO ARTE CONTEMPORANEA ROMA).

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2003, l’allora Movimento Di Massa Antiproibizionista (MDMA), partecipò al controvertice ONU sulle droghe “VIENNA 2003”. L’MDMA era nato nel 2000 dalla esigenza di coordinarsi delle realtà autogestite e autorganizzate che si occupavano già, ognuna singolarmente di antiproibizionismo e agire in sinergia. Dentro quel contenitore e fin dal’inizio, dai lavori di preparatori del controvertice governativo Genova 2000 con le azioni/incursioni diffuse nelle conferenze regionali che precedettero la conferenza governativa nazionale, c’è sempre stato anche il gruppo che nel 2001 diede poi vita alla Million Marijuana March (Italia).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Manifesti internazionali dal 10 al 13 Aprile , Vienna 2003 - “MEETING INTERNAZIONALE ANTIPROIBIZIONISTA”
Dal 10 al 13 aprile 2003, l’allora MDMA ( e quindi anche la MMM in quanto sua componente) partecipò al controvertice mondiale che proponeva una visione opposta alla “War On Drugs” diffusa dalla conferenza ONU sulle droghe e organizzando a Vienna, assieme a molte realtà internazionali, il , presso il Campus della Università.
In “Upperground  AA.VV. Opere e testi contro il proibizionismo”, sono presenti i manifesti che invitavano al controvertice, realizzati con alcune delle opere della collettiva antiproibizionista, prodotta dall’MDMA e esposta a Vienna per la prima volta in quella occasione, oltre al logo stesso dell’MDMA, realizzato dallo scomparso Prof Bad Trip, che realizzò anche la copertina del libro che non è solo il catalogo della mostra ma il diario di bordo di quel periodo. In “Uppergrond”, il movimento si racconta e si lascia narrare affrontando il problema proibizionismo da vari punti di vista, dialogando anche con alcune sensibilità esterne ma parallele ad esso. Il volume comprende anche le foto della bellissima Street Antiproibizionista internazionale dell’aprile 2003, da pagina 13 a pagina 25 e della prima simbolica esposizione della collettiva antiproibizionista. Nella street di Vienna, il nutrito spezzone italiano assieme al resto delle realtà internazionali, dopo avere attraversato Vienna arrivò a cingere il palazzo dell’ONU, assediandolo e esponendo sui suoi gradini di accesso la collettiva di arte antiproibizionista, mentre al suo interno l’allora ministro Gianfranco Fini, interveniva esponendo la sua legge antidroga. Precedentemente Upperground, aveva sostato in esposizione per tre giorni sulle pareti di un bar nel centro di Vienna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La “lotta alla droga” era stato il cavallo di battaglia delle destre e soprattutto di Fini, la proposta di legge che espose a Vienna si chiamava Fini/Mantovano e tre anni dopo nel 2006 divenne la 49/06, tristemente nota come la fini Giovanardi. Fu snellita e ridotta, riscrissero il testo e modificarono il nome per inserirlo con decretazione d’urgenza al termine della legislatura e praticamente a tempo quasi scaduto, nel decreto sulle Olimpiadi di Torino 2006. Il furbo e tattico cambio di nome e forma necessario al suo rapido varo con un colpo di mano, non ne modificò minimamente il suo contenuto, che rimase immutato rispetto al progetto di Legge Ordinaria firmato anni prima da Fini assieme a Mantovano. Anche allora come ora con la PL dell’Intergruppo, prima di vararla, impiegarono anni per la propaganda necessaria a fare accettare alla società una terribile legge proibizionista, rafforzando il monopolio di fatto, allora assegnato in esclusiva alle narcomafie e anche allora come nel progetto per il monopolio, lo fecero inasprendo le pene per le auto coltivazioni.  Questa ultima trovata dell’ Intergruppo Cannabis Legale, ridisegna le quote del nuovo mercato, favorendo le lobby degli amici degli amici e senza danneggiare gi interessi NARCOMAFIOSI e ancora una volta ne pagheranno poi i costi, coloro che verranno presi ad  auto coltivare con pene più severe delle attuali a monopolio instaurato. Il Volume “Upperground”, uscì nel 2005 e mostra come, anche l’MDMA, esattamente come sta ora facendo la Million Marijuana March (Italia) con i suoi approfondimenti sulla PL dell’Intergruppo dal  gennaio 2016, non aspettò certamente il varo della legge per contrastare la sua propaganda proibizionista, come è normale faccia un movimento e i manifesti precedenti al 2006 presenti nel libro ce lo ricordano.
Upperground, finito di stampare nel settembre del 2005 dalla “manifesto libri” in collaborazione con l’allora MDMA, contiene anche molti manifesti del movimento prodotti fino al 2005. In questa sezione per ora ci occuperemo solo di quelli del 2003 e gli altri del 2004 e 2005, pubblicati in "UPPERGROUND", si trovano negli annuali successivi, rimandandovi per tutto il resto al suo testo completo presente su questo sito al link:http://www.millionmarijuanamarch.info/letture/10-upperground.html.

 

RASSEGNA STAMPA DELLA COLLETTIVA DI ARTE ANTIPROIBIZIONISTA "UPPERGROUND".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante la edizione MMM2003, “UPPERGROUND” fu esposta il 3 e il 4 maggio 2003, in uno dei padiglioni dell’Ex Mattatoio di Roma gestiti da MACRO (Museo Arte Contemporanea Roma) che ha trasformato quelle strutture di archeologia industriale in spazi espositivi e dove la festa continuò tutta la notte attorno ai  sounds nei cortili che cingono quei padiglioni.
Ancora come per i manifesti che annunciavano il controvertice di Vienna, anche la edizione 2003 della Million Marijuana March, utilizzò una sua opera per manifesti, flyers e locandine.

 

 

 


Successivamente il 26 giugno 2003 la collettiva d’arte antiproibizionista “UPPERGROUND”, venne esposta su di un autobus che dalle ore 19 alle ore 24, effettuò un giro circolare nelle storiche piazze del centro di Roma, dove era possibile salire e scendere, gratuitamente, ad una delle 5 fermate o tornare a quella dove si era saliti. Proprio per il suo contenuto antiproibizionista, la prima fermata, la numero uno, era sotto lo storico carcere romano di Regina Coeli, la quinta e ultima era sotto il Parlamento, la numero due, la tre e la quattro invece erano in Piazza della Chiesa Nuova, Largo Argentina e Piazza Venezia.
Da notare inoltre che Il titolo della edizione 2003 è stato “UPPERGROUND” mentre il titolo in alto di questo manifesto della mostra itinerante è lo stesso della edizione MMM del 2004 “FINI/TELA PIANTIAMOCELA”.
Il termine dialettale “tela” è traducibile con fuggi, scappa, corri via, vattene ed è associato a Fini, perche a quel tempo era molto sentito e presente il dibattito sulla proposta di Fini, divenuta poi legge solo tre anni dopo nel 2006.
LE OPERE UTILIZZATE PER REALIZZARE I MANIFESTI DI VIENNA 2003 SONO DI: Luca Patella e Rosa Foschi - Tommaso Cascella – Pablo Echaurren – Prof. Bad Trip.
L’OPERA UTILIZZATA PER IL MANIFESTO, LOCANDINA E FLYER DELLA EDIZIONE M.M.M. 2003 E’ DI Paolo Angelosanto.
L’OPERA UTILIZZATA PER IL MANIFESTO, LOCANDINA E FLYER DELLA ESPOSIZIONE ITINERANTE DEL 26 GIUGNO E’ DI Luigi Ontani.

 

 

 

 

 

 

 


Inoltre, Prof. Bad Trip, oltre ad uno dei manifesti internazionali che convocavano il controvertice di Vienna 2003, ha realizzato anche in duplice versione sia i logo di MDMA che quelli di UPPERGROUND, e la copertina del suo stesso omonimo volume.

 GALASSIA INTERVENTO CREATIVO ANTIPROIBIZIONISTA (G.I.C.A.)

Sempre nel 2003 e proprio contro la annunciata legge Fini, nasce a Roma il G.I.C.A. (Galassia Intervento Creativo Antiproibizionista), dallo stesso gruppo di attivisti/e che ha prodotto la collettiva darte antiproibizionista UPPERGROUND, che è anche lo stesso gruppo che diede vita alla Million Marijuana March in Italia.

Il G.I.C.A. da domenica 4 ottobre 2003 e fino al giugno 2005, produsse una parata al mese no oil, sempre di domenica e senza motori a scoppio, solo con strumenti acustici o minisound alimentati a batteria montati su carrelli trainati da biciclette.
Erano festose e colorate parate caratterizzate dal suono delle bande musicali e della danza delle murghe, con le esibizioni itineranti degli artisti di strada, di giocolieri e clown, unite alle installazioni su ruote delle ciclofficine. Si partiva dal Faro del Gianicolo per attraversare il cuore del centro storico romano, passando per Piazza Santa Maria in Trastevere e terminare sotto al monumento dedicato a Giordano Bruno in Piazza Campo dei Fiori, unendo simbolicamente i luoghi dove decenni prima, si era manifestato e diffuso il primo consumo di massa della cannabis a Roma.

 "UPPERGROUND - AA VV OPERE E TESTI CONTRO IL PROIBIZIONISMO - A cura di Emilio Leofreddi e Alessandro "Mefisto" Buccolieri " Edito da manifestolibri,   finito di stampare nel Settembre del 2005, consulta o scarica la versione integrale al seguente link:     

   http://www.millionmarijuanamarch.info/letture/10-upperground.html

 

 



 

 

2 MAGGIO 2004  ROMA - Quarta edizione italiana dela M.M.M.

MMM2004 FINI/TELA PIANTIAMOCELA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FINI/TELA PIANTIAMOCELA

Questo il titolo della edizione del 2004, Il termine dialettale “tela” è traducibile con fuggi, scappa, corri via, vattene ed è associato a Fini, perche a quel tempo era molto sentito e presente il dibattito sulla proposta di Fini, divenuta poi legge solo nel 2006.

Con lo striscione FINITELA/PIANTATELA parte dal Gianicolo il carro sound organizzato come un palco in movimento sul quale suonano dal vivo e in formazione livecon gli strumenti, i Punkreas, Radici nel Cemento e i Red Stripes Band. Dopo essere passato sotto lo storico carcere romano di Regina Coeli e aver attraversato il centro di Roma percorrendo Corso Vittorio, Largo Argentina, lambisce Piazza Venezia dove, nello spazio ai piedi della scalinata che porta al Campidoglio, si dirige verso il Teatro Di Marcello per arrivare a Piazza Bocca della Verità.

Di quel giorno con i tre gruppi che suonavano sul palco in movimento, si può vedere il girato di 50 minuti circa, al seguente link: https://archive.org/details/biocannabis_biocannabis_Vai

 

 

 

  

 

Anche la MMM nel titolo 2004, indicava nella legge Fini quella che era la maggiore preoccupazione di tutto il movimento: I Fininon giustificano i mezziera stato il titolo nellautunno 2003 della sesta festa del raccolto del CSOA Forte Prenestino.

Nasceva nel 2004 il cartello CONFINI ZEROdallallora Movimento Di Massa Antiproibizionista e molte altro ancora, dai moltissimi CSOA ad associazioni anche istituzionali, perfino sindacati come la CGIL nazionale o partiti come PRC i DS e VERDI tutto quel variegato mondo che in comune aveva sicuramente la opposizione alla annunciata legge Fini che fu poi varata nel 2006 ma non molto altro. Dopo diverse altre assemblee nazionali nel 2003 che al centro avevano la Legge Fini, il 18 gennaio 2004 una affollatissima assemblea nazionale al Forte Prenestino, con il comunicato Contro la Legge Fini sulle Droghe. Contro le politiche proibizioniste, lanciava la manifestazione del 21 febbraio 2004 a Roma.

 

(Video Don Gallo a Piazza Bocca Della Verità e sotto scrivi --- 21 febbraio 2004, Don Gallo a Piazza Bocca della Verità )

 

Manifesto della STREETPARADE contro la legge Fini sulle droghe del 21 Febbraio 2004 - Roma.

 

 

Da quel momento con il cartello CONFINI ZEROe fino al 2007, GIUSTO O SBAGLIATO NON PUOESSERE REATOdiventava il filo conduttore replicato in ogni manifesto, locandina flyers e adesivo, prima del cartello e poi solo del movimento, quando nel 2007, lanno successivo al varo della Fini/Giovanardi il cartello si sciolse. Dopo il 2007 Giusto o sbagliato non può essere reatofu ancora usato dallallora MDMA e sue componenti, che di tutto il vasto cartello, fu la parte che continuò a scendere in piazza contro la FINI/GIOVANARDI, producendo nel 2007 la imponente street parade del 14 aprile a Roma.

Questa vicenda di CONFINI ZERO del 2004 è narrata a pagina 319 di FORTROPIA”.

 

 

 

 

 

 

 

VII festa del Raccolto al CSOA Forte Prenestino nel novembre 2004 e al centro cGIUSTO E SBAGLIATO NON PUOESSERE REATO:

 

 

 

Ciò che colpisce nel rivedere ora quei manifesti, è che da tre anni prima del suo varo, lallora movimento antiproibizionista (MDMA), fin dal 2003, contrastò il progetto di quella legge, inizialmente annunciata a Vienna come la Fini/ Mantovano e poi divenuta tre anni dopo nel 2006, la 49/06, tristemente nota come la Fini/Giovanardi.

Come abbiamo specificato nella prefazione e ripetiamo nelle pagine contenenti anche grafiche di altre realtà, non ci sono solo manifesti della MMM italiana in questa sezione perché crediamo che non si possa narrare la storia di una delle componenti di un più vasto movimento, senza inserirla nel suo contesto. Non abbiamo mai ritenuto inoltre, di essere il centro del mondo, il punto zero dove ebbe origine il Big Beng e, anche se abbiamo sempre tenuto molto alla nostra irrinunciabile indipendenza, abbiamo sempre considerato e consideriamo tuttora importante collaborare in rete con altre realtà quando è possibile, su percorsi comuni e condivisi.  Consideriamo sempre ricchezze le differenze e questa è non l’unica ma certamente è una nostra forza, che ci permette di praticare percorsi condivisi con altre realtà, ma solo se e quando l’obiettivo da raggiungere è lo stesso: “..Questa sezione del sito, vuole essere prevalentemente un viaggio attraverso la comunicazione visiva prodotta dall’antiproibizionismo di base autorganizzato, dal 2000 in poi. Manifesti, locandine e flyers prevalentemente della Million Marijuana March ma non solo, nel tentativo di descriverla inserita nel suo contesto fatto di quelle realtà affini, che a quel tempo, assieme alla MMM (Italia), componevano il Movimento Di Massa Antiproibizionista (MDMA) e senza il quale forse, la MMM non sarebbe neanche mai nata..”.

 


 


 

7 MAGGIO 2005  ROMA - Quinta edizione italiana dela M.M.M.

 

 

 

 

 

MDMA 2005

Manifesti firmati MDMA ,entrambi recanti la dicitura CONTRO LA LEGGE FINI SULLE DROGHE, GIUSTO O SBAGLIATO ORAMAI HO SEMINATO, per le feste delle semine e sicuramente entro il 2005, dato che sono stati pubblicati su UPPERGROUND, finito di stampare nel settembre del 2005.

 

 

 

 

 

 

No alla legge Fini sulle droghe, al centro del manifesto del manifesto della STREET RAVE PARADE ANTIPROIBIZIONISTA DI SABATO 25/06/05 A BOLOGNA

 

 

Particolare ingrandito del manifesto che segue

 

 

Come abbiamo specificato nella prefazione e ripetiamo nelle pagine contenenti anche grafiche di altre realtà, non ci sono solo manifesti della MMM italiana in questa sezione perché crediamo che non si possa narrare la storia di una delle componenti di un più vasto movimento, senza inserirla nel suo contesto. Non abbiamo mai ritenuto inoltre, di essere il centro del mondo, il punto zero dove ebbe origine il Big Beng e, anche se abbiamo sempre tenuto molto alla nostra irrinunciabile indipendenza, abbiamo sempre considerato e consideriamo tuttora importante collaborare in rete con altre realtà quando è possibile, su percorsi comuni e condivisi.  Consideriamo sempre ricchezze le differenze e questa è non l’unica ma certamente è una nostra forza, che ci permette di praticare percorsi condivisi con altre realtà, ma solo se e quando l’obiettivo da raggiungere è lo stesso: “..Questa sezione del sito, vuole essere prevalentemente un viaggio attraverso la comunicazione visiva prodotta dall’antiproibizionismo di base autorganizzato, dal 2000 in poi. Manifesti, locandine e flyers prevalentemente della Million Marijuana March ma non solo, nel tentativo di descriverla inserita nel suo contesto fatto di quelle realtà affini, che a quel tempo, assieme alla MMM (Italia), componevano il Movimento Di Massa Antiproibizionista (MDMA) e senza il quale forse, la MMM non sarebbe neanche mai nata..”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANTIMONOPOLISMO CANNABINOICO

La nostra proposta CENTRATA SUI DIRITTI DELLE PERSONE, é all'opposto degli intenti speculativi della PL truffa dell'Intergruppo cannabis legale finalizzata al monopolio, come moderna versione 2.0 del proibizionismo per gettarci dalla padella nella brace. Occorrerebbe molto di più in realtà, come tutta la visione altra, contenuta nei 21 articoli della "Carta dei diritti delle persone che utilizzano sostanze". Una CARTA che noi rivendichiamo nonostante l'amarezza del dover constatare che, proprio perché frutto di una visione altra, sia stata rinnegata e tradita dalla maggior parte degli allora firmatari del 2014 che poi, ai diritti per tutti e tutte hanno preferito i profitti per pochi possibili con il monopolio. Riteniamo quanto segue, essere una mediazione accettabile e non trattabile, che affronta e risolve non tutti i problemi creati dal proibizionismo ma solo la parte riguardante la cannabis, intanto però è un buon punto di partenza.

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