legge illegale, sentenza definitiva

leggeillegale-minLe sezioni unite della Corte di Cassazione hanno depositato il 14 ottobre le motivazioni, relative ad una sentenza definitiva emessa il 29 maggio scorso per un reato di piccolo spaccio giudicato nel 2011, nelle quali si afferma la necessità di rideterminare le pene tuttora in esecuzione sulla base della legge 69 comma 4 dichiarata incostituzionale lo scorso 12 febbraio.

In tale caso non si erano considerate prevalenti le circostanze attenuanti previste dall'art.73 comma 5 (lieve entità) rispetto alla recidiva del reato, art.99 comma 4, tali da determinare la condanna a 6 anni e 26.000 euro di multa per il "delitto di detenzione a fine di cessione a terzi di sostanze stupefacenti di tipo marijuana per un peso netto pari a gr. 1,75 e cocaina per un peso netto pari a gr. 2,86".

 

Riportiamo alcuni passi significativi delle motivazioni, in parte riferiti a sentenze depositate in  precedenza:

  • la necessità di dare esecuzione all'obbligo  di ripristinare i diritti del condannato, lesi da violazioni delle norme della  Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo  e delle libertà fondamentali.
  • la netta e limpida affermazione che "la restrizione della libertà personale del condannato deve essere legittimata, durante l'intero arco della sua durata, da una legge conforme alla Costituzione..."
  • il divieto di dare esecuzione ad una pena prevista da una norma dichiarata illegittima dal Giudice delle leggi è esso stesso un principio di rango sovraordinato - sotto il profilo della gerarchia delle fonti - rispetto agli interessi sottesi all'intangibilità del giudicato.
  • La norma è stata ritenuta contrastante con i principi di ragionevolezza, di uguaglianza e di proporzionalità della pena. ... "una pena palesemente sproporzionata" e dunque, "inevitabilmente avvertita come ingiusta dal condannato" ... La Corte ha, perciò concluso, ricordando la sua precedente giurisprudenza, che "la norma censurata è in contrasto anche con la finalità rieducativa della pena, che implica un costante 'principio di proporzione' tra qualità e quantità della sanzione, da una parte, e offesa, dall'altra".
  • La pena inflitta ... è stata, perciò, inevitabilmente condizionata dalla esistenza della norma costituzionalmente illegittima, che ha impedito al giudice di riconoscere la prevalenza delle circostanze attenuanti sulla contestata recidiva. Nei confronti del condannato è, pertanto, in atto l'esecuzione di pena potenzialmente illegittima e ingiusta, in quanto parzialmente determinata dall'applicazione di una norma di diritto penale sostanziale dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale dopo la sentenza irrevocabile e contrastante con la finalità rieducativa prevista dall'art.27, terzo comma, della Costituzione.
  • S'impone pertanto l'annullamento del provvedimento impugnato, con rinvio al Tribunale ..., per nuova valutazione sulla base dei principi di diritto sopra enunciati.

 

fonte: Corte di cassazione

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