Attenzione, il
percorso 09 è diverso
da quello degli anni precedenti, si parte come
sempre da Piazza Della Repubblica alle 16 e si prosegue per ..(VEDI
MAPPA)
La million marijuana march è
un'iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal sito statunitense
http://www.cures-not-wars.org.
Sbarcò nel nostro paese il 5 maggio 2001 con la campagna di
autodenuncia di massa "Signor giudice ho piantato un seme" (info alla
pag: http://www.ilmanifesto.it/piantailseme/campagna2001.htm)
che raccolse circa 1100autodenunce tra Palermo, Milano e Roma dove il
05-05-01 furono consegnate 645 autodenunce assieme ad alcune piantine
di cannabis alla caserma dei carabinieri di piazza Venezia da una
delegazione di nove persone al termine di una street antiprò
partita da piazza della Repubblica e aperta da una delegazione di
indiani Lakota. Il giudice per le indagini preliminari prosciolse i
nove in istruttoria preliminare stabilendo che non vi era reato e la
vicenda si concluse quindi senza conseguenze penali oltre che per la
delegazione anche per tutti gli autodenunciati nei confronti dei quali
non fu mai iniziata nessuna azione legale. Da allora ogni anno il primo
fine settimana di maggio l'Italia partecipa con Roma all'iniziativa
mondiale che, partita dalle poche decine di città del 1999,
coinvolge ormai più di 300 città su tre punti
rivendicativi da sempre uguali in tutto il mondo: 1) fine delle
persecuzioni per i consumatori. 2) diritto all'uso terapeutico della
Cannabis per i Pazienti 3) diritto a coltivare liberamente una pianta
che è parte del patrimonio botanico del Pianeta. In sintesi
riteniamo che: la coltivazione della cannabis sia un DIRITTO NATURALE
(come per il basilico o il prezzemolo), acquisito al momento della
nascita sul Pianeta Terra, come respirarne l’aria, bagnarvisi nei mari,
berne le acque, calpestarne il suolo ecc. Il patrimonio botanico
dell’intero pianeta appartiene al genere umano, qualsiasi tentativo di
privatizzarne, brevettarne o vietarne anche solo una parte è un
furto a all’umanità intera.
La Million Marijuana
March è una iniziativa ormai collaudata, è radicata in
tutto il Pianeta e anche nel nostro paese, dove, nelle ultime edizioni,
le sempre più partecipate parate M.M.M. hanno attraversato Roma
da Piazza della Repubblica a Piazza Bocca della Verità, con
molte decine di migliaia di consumatori e consumatrici danzanti dietro
ai camion sound. Per la prossima edizione, sabato 9 Maggio 2009 (la
nona italiana a Roma e la undicesima per il resto del mondo) ci
aspettiamo una partecipazione ancora maggiore dato il carattere
esponenziale dell'iniziativa mondiale. Dall’entrata in vigore del D.L.
49/06 (tristemente noto come “legge
Fini/Giovanardi”) , fatta furbescamente passare negli ultimi giorni del
precedente governo Berlusconi all’interno del pacchetto decreti urgenti
per le olimpiadi di torino 06, abbiamo assistito alla sua applicazione
progressivamente sempre più aspra. Nei due anni del successivo
governo Prodi, nonostante avesse nel suo programma la cancellazione di
questa infame legge, nulla è stato fatto, tradendo di fatto le
aspettative di quante/i lo avevano votato, sperando in un cambiamento.
Il risultato è un progressivo riempimento delle patrie galere di
consumatori e consumatrici beccati con qualche canna o piantina, mentre
nei posti dove prima si trovava erba o fumo (bar, muretti, giardinetti
ecc.) ora sono di gran lunga più facilmente reperibili droghe
pesanti, soprattutto cocaina ( ma anche l'eroina, consumo obsoleto che
credevamo relegato agli anni '80 e in via d'estinzione). Ciò
è dovuto al fatto che le condanne per chi è beccato con
pochi grammi di erba o altro, sono identiche, ma i profitti sono
ovviamente maggiori per chi spinge coca.
Anzi, i rischi per chi decide di autoprodurre il proprio consumo
autocoltivandosi le proprie piante sono addirittura maggiori di chi
spaccia per professione, dato che l’autocoltivazione è
equiparata alla produzione di “droga”, come se avere alcune piante e
una raffineria fossero la stessa cosa. L’Italia è forse l’unico paese
europeo dove nelle metropolitane e stazioni ferroviarie, dopo gli
attentati terroristici di Londra e Madrid, circolano cani antidroga
anziché antiesplosivo, cani che potrebbero essere impiegati
più proficuamente nei porti dove arrivano container carichi di
merce da tutto il mondo, ma ci sarebbe il pericolo di pestare i piedi
agli amici degli amici e allora è più conveniente fermare
qualche pischello/a con due canne in tasca, nella metro, o davanti alle
dance hall reggae nel Salento, dove i “tutori della legge” fanno pesca
a strascico con l’ausilio delle unità cinofile
http://lamusicanonsiblocca.wordpress.com/comunicato-e-appello/ .
Del resto in tutto il paese, da nord a sud, grazie alle “servitù
militari”, eredità fossile della guerra fredda, sono
innumerevoli i porti e gli aeroporti sotto il controllo USAF, dove non
essendo previsto alcun controllo doganale potrebbero transitare
quantitativi illimitati di qualsiasi merce. Ciò che interessa
veramente ai vari governi che si sono susseguiti dal dopoguerra a oggi,
non è contrastare il traffico, che produce enormi profitti
esentasse, ma perseguitare la cittadinanza
consumatrice dato che il proibizionismo è un fenomenale
strumento di controllo, ricatto e repressione di massa. Da circa due
anni nel nostro paese se si é fermati con due canne in tasca
viene spesso perquisita immediatamente l’abitazione. Per la prima volta
in decenni di proibizionismo, da quando è in
vigore il D.L. 49/06, nei periodi tra l’estate e l’autunno,
nelle campagne e nei piccoli paesi di provincia, persone additate come
consumatori hanno subito “perquisizioni preventive”, alla ricerca, nei
propri orti, di piante che non c’erano.
Il
proibizionismo non è altro che la tassa sul consumo di sostanze
illegali che governi collusi o conniventi con le narcomafie pongono
sulla pelle di milioni di consumatori/trici, in favore del
narcotraffico gestito da mafia, ‘ndrangheta e camorra a cui è di
fatto affidato il monopolio dell’importazione, produzione e
distribuzione delle sostanze illecite. Ogni pianta, ogni grammo di erba
autoprodotta sono denaro sottratto ai signori del vapore, difendere le
ragioni del proibizionismo significa difendere gli affari dei mafiosi. La Cannabis inoltre
è una pianta fitodepuratrice, capace di disinquinare i terreni
assorbendo e trattenendo nelle sue fibre i metalli pesanti e gli
anticrittogamici presenti nel terreno, per questo motivo è
importante che sia coltivata seguendo i dettami dell’ agricoltura
biologica, in luoghi dove non solo il terreno ma anche l’aria è
pulita, dato che si tratta di una pianta resinosa sulle cui cime
fiorite si attacca qualsiasi particella e non si può lavare come
si fa con i pomodori o la lattuga. Alcuni anni fa ci furono dei morti a
causa del vino al metanolo, immediatamente entrarono in azione i N.A.S.
che analizzarono i vini di tutte la marche in commercio ritirando dal
commercio i vini contraffatti, ciò fu possibile grazie al fatto
che il vino è legale e l’etichetta reca l’indicazione dei
produttori, a differenza dei prodotti illegali, venduti al mercato
nero, su cui non c’è nessuna etichetta o certificato di
qualità o lista degli ingredienti. Sostenere il proibizionismo
è non solo antietico, dato che favorisce gli affari delle
narcomafie, ma anche pericoloso per la salute pubblica, dato che non
è possibile alcun controllo qualitativo e ciò getta
milioni di cittadini/e nelle mani di mercanti senza scrupoli, la cui
unica legge è il profitto. Tutte le ultime edizioni le abbiamo
dedicate alle vittime del proibizionismo, da Giuseppe Ales a Federico
Aldrovandi, da Alberto Mercuriali a Aldo Bianzino, uccisi non dalla
“DROGA” ma assassinati dal proibizionismo. Questa nona edizione della
Million M. M. la dedichiamo a uno di noi che non ne aveva mai saltata
una, un amico scomparso, portato via da una malattia che non lascia
scampo, la chiamano il “male del secolo”, prodotto di questa
civiltà, di questo mondo impossibile, che in nome del profitto,
senza preoccuparsi della futura vivibilità del pianeta, ha
coimbentato interi fabbricati con
amianto, inquinato le falde acquifere e i campi coltivati con diossina,
metalli pesanti,
anticrittogamici e diserbanti, sparso nell’aria polveri sottili con gli
inceneritori e piombo e benzene con i
derivati dei combustibili fossili, bucato l’ozono immettendo
nell’atmosfera quantità di CO2 superiori all’ossigeno prodotto
dalle sempre più ridotte foreste, saturato le aree abitate di
onde elettromagnetiche, riempito i fondali marini di mercurio, nutrito
gli allevamenti con O.G.M. che poi arrivano sulle nostre tavole
(rientrando nella catena alimentare sotto forma di latticini, salumi e
bistecche) e utilizzato l’uranio per scopi
bellici e civili. Una civiltà che attua sistematicamente la
distruzione dell’intero ecosistema ma punisce la coltivazione di
cannabis. Ciao Antonio, ci mancherà il tuo sorriso e la tua
musica, la tua semplice ma ricchissima felice serenità, ciao Big
Dread, padrone di niente, servo di nessuno.
Per quanti volessero partecipare con carri sound è necessario
leggere e accettare il codice
d'autoregolamentazione 2009 e inviare una mail a:
giornatamondiale@millionmarijuanamarch.info
Dal sito italiano è
possibile accedere ai tantissimi siti M.M.M. di tutto il pianeta
linkati Tra i quali segnaliamo: